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GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA

Sarà diversa da tutte le edizioni passate la prossima Giornata Europea della Cultura Ebraica, la ventunesima, che si terrà domenica 6 settembre 2020 in oltre ottanta località in Italia, coinvolte come ogni anno, da nord a sud, in una manifestazione all’insegna della conoscenza e dell’approfondimento dell’ebraismo, e dell’incontro tra culture. 





Un’edizione che, a causa della terribile emergenza sanitaria che ha travolto il mondo, e che ha visto l’Italia tra i Paesi più drammaticamente colpiti, dovrà svolgersi in modalità inedite, puntando molto sulle nuove tecnologie, come anche indicato dall’AEPJ, l’associazione europea che fa da “ombrello” a questa grande manifestazione alla quale partecipano oltre trenta Paesi, e che ha raccomandato di prediligere una organizzazione digitale, sul web.

Le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria quest’anno non consentono di svolgere le consuete visite alle sinagoghe, ma sarà l’occasione per scoprire un importante luogo ebraico all’aperto: il cimitero. Luoghi ricchi di fascino, i cimiteri ebraici del Piemonte rappresentano una testimonianza suggestiva e meno conosciuta della presenza storica, dei personaggi e dei riti di questa Comunità.



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DOVE E QUANDO 

Visita al Cimitero Urbano
Via Luigi Pirandello (ingresso diretto al settore sul lato sinistro Cimitero Urbano)
Domenica 6 settembre 2020 dalle ore 10.30 alle 17.30 (ultima visita ore 17)

Cimitero ebraico di vicolo Santo Stefano
vicolo Santo Stefano
Antiche sepolture e poemi sulle vittime della peste. Conversazione sulla famiglia Conzio
Domenica 6 settembre 2020 alle ore 18

Informazioni

A cura di Artefacta Beni Culturali

Per info Comunità Ebraica diTorino
segreteria@torinoebraica.it

Senz’altro una forte limitazione, per un appuntamento che è fatto di visite alleSinagoghe e di passeggiate archeologiche, di spettacoli teatrali e di degustazioni kasher, di “assembramenti” di bambini e di affollate mostre ai musei ebraici; ma anche, crediamo, una sfida, che ci proietta in un modo diverso di fare e fruire cultura, spingendoci ad affinare e implementare nuove risorse e nuove possibilità. Se questa terribile crisi fosse capitata anche solo quindici, venti anni fa, nessuno di noi avrebbe potuto fare le “videochiamate”, l’assenza dei social network ci avrebbe costretti in un isolamento ancora peggiore, fare la spesa online sarebbe stata una opzione non praticabile.
Ma abbiamo avuto la fortuna, pur nella grande difficoltà, di vivere in un’epoca iperconnessa. E dunque la Giornata Europea della Cultura Ebraica tiene il passo con i tempi, per un grande esperimento virtuale (che in alcuni casi potrà comunque essere declinato, ove consentito, nel massimo del rigore e del rispetto per le norme, anche nel reale), e che ci auguriamo potrà destare anche quest’anno l’interesse di un ampio pubblico.

Si ringrazia per il testo Noemi Di Segni, Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane


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